Riprendere una vita normale

Mi chiamo Luca e sono un ragazzo di 21 anni. Sono stato da sempre uno sportivo praticando vari sport tra cui il calcio, il basket e l’atletica leggera per poi cimentarmi definitivamente nel mondo del calcio in cui ho militato in una società professionistica fino all’età di 18 anni, momento in cui dovetti interrompere temporaneamente l’attività sportiva dopo che mi fu diagnosticato una sindrome da “impingement”, una patologia femoro-acetabolare riguardante un non corretto profilo della testa del femore dovuto ad una protuberanza ossea la quale non permetteva un corretto e fisiologico movimento articolare dell’anca.

Dopo numerose consultazioni, decisi di affidarmi al dottor XXX, il quale mi operò per la prima volta nel giungo del 2012 per risolvere il quadro clinico. Dopo l’operazione e la seguente degenza provai a riprendere la mia attività sportiva, cosa che mi fu impedita da una nuova acutizzazione del dolore. Per questo motivo sempre il dottor XXX decise di operarmi per la seconda volta nel febbraio del 2013. Durante l’operazione il dottore diagnosticò danni cartilaginei che cercò di risolvere attraverso un trapianto di cellule staminali con lo scopo di riparare il tessuto danneggiato. Dopo un anno e mezzo di pausa e riabilitazione e dopo essermi sottoposto sempre dal dottor XXX ad una fibroartroscopia per un controllo dello stato della mia cartilagine, decisi di provare nuovamente ad intraprendere l’attività sportiva, ma dopo un paio di settimane fui costretto ad interromperla poiché ricominciai a sentire dolore all’anca.

In uno stato di salute nettamente precario in cui fui costretto a restare a letto per tutto il tempo e a muovermi con l’ausilio delle stampelle, dopo un colloquio col dottor XXX che non mi destò particolare convinzione e fiducia, mi rivolsi al dottor Michele Conati per via della sua nomea a livello nazionale come specialista in artroscopia.

Dopo una visita e dopo avermi destato sin dal primo momento fiducia, decisi insieme al dottore di sottopormi all’ultimo e quarto intervento per cercare di risolvere i dolori all’anca, tutto ciò nel novembre del 2014. Dopo avermi sottoposto ad una TAC 3D, il dottore mi diagnosticò oltre ad un impingement di tipo CAM non risolto, un impingement di tipo PINCER che non mi era mai stato precedentemente diagnosticato. La procedura chirurgica è la seguente: trimming acetabolare, asportazione della cartilagine slaminata, reinserzione del cercine ed osteoplastica del collo femorale. Mi ritrovo ora a ottobre del 2015 a quasi un anno distanza dall’ultima operazione con un anca che non mi da più problemi di nessun genere, anche se personalmente ho ritenuto opportuno mollare il calcio. Il dottore è quindi riuscito a risolvere i problemi che mi affliggevano da diversi anni grazie ad una corretta diagnosi del mio quadro patologico, laddove ormai la mia speranza era poca viste le diverse precedenti operazioni non andate a buon fine, cosa per cui non sarò mai grato abbastanza al dottor Michele Conati.

Luca B.

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